Ho provato a "prendere" questo foglio bianco e riempirlo diverse volte, un paio, avevo anche scritto qualcosa che ho inviato a me stessa tramite email, ma ovviamente son parole passate, macinate e scadute. Incastro nuove parole. Ho letto ieri su un quotidiano che il dizionario di lingua italiana contiene 300 mila parole. Mi sembrano poche, ma in realtà sono anche moltissime. Io si e no se ne conosco... un centinaio!? ... mah, non le ho mai contate, non ho idea di quante parole io conosca, probabilmente ancora molto poche... Mentre quello di lingua inglese ne contiene 1 milione. Tantissime, troppe. Ma loro usano anche neologismi inutili e poi certe parole son doppie, tipo il classico "perchè" dicono why e because. Dopo questo piccolo preambolo.
Da pochi giorni son contenta per una cosa che sta succedendo in famiglia. Stiam trasferendo ufficio, non casa, e... avrò un mio spazio privato. Un soppalco. Io ho sempre amato e ... direi sognato di avere una casa a due piani, un soppalco, una mansarda, un attico... tutto su... scale che mi portano su chissà dove... piccoli spazi che sembrano rifugi. Beh, si sta realizzando e non me ne rendo conto. Sono stata l'altro ieri a vedere a che punto erano i lavori... e quando l'ho visto... beh, mi si è illuminato qualcosa dentro. In realtà sapevo di questa costruzione ancora prima, ma vederla allora dico "è vera! C'è!!" ed allora ci credo un po' di più. Mi batte il cuore. Sarà il mio spazio, la mia alcova. E' quasi più grande della mia stanza! E voglio dipingerle il muro... anche se il mio conoscente artista al quale sto facendo questa richiesta, me l'ha sconsigliato... probabilmente seguirà il disegno su una tela... ma è da valutare ancora questa cosa. Ma ho quasi chiaro nella testa il messaggio che intendo comunicare, anche se è privato perchè parlerà di me e delle mie passioni... e ci sarà un divano letto a due posti rosso, ci sarà il mio pc, ci sarà la libreria, ci sarò io... e lì ci starei 24 ore su 24. Lì ci starei la notte. Lì ci lavorerei su qualsiasi cosa io abbia in mente. Lì leggerò e scriverò. Lì sfogherò.
Piano piano tento di ripristinarmi, ridimensionarmi. Il sole, il mare ed il vento aiutano a bruciare e portare via i pensieri... la nuova stagione da' un calcio all'inverno che è pesato quanto un macigno sotto tutti i punti di vista.
Sto terminando di leggere "Rispondimi" di Susanna Tamaro... sono alla terza ed ultima storia del libro. Son storie toste, molto scorrevoli. Gli altri due libri li sto leggendo sempre a sprazzi. Non sono scorrevoli come questo. Sono altri generi.
E poi ho conosciuto il ragazzo di 32 anni che fa lo stesso lavoro che faccio io da 9 anni e che lavora per l'azienda dove lavora Franz. Frà, chissà se mi leggi, ma sei proprio tu. Appena mi ha detto il nome dell'azienda, ho esultato "Ma la conosco!! Ci lavora un mio amico negli uffici di Milano!!" sei stato presente anche fra poche battute con un estraneo. Pensa te. Anche se non è talmente strano... ma alcuni avvenimenti della vita son talmente legati...
E sabato prossimo si va in barca per un incontro-aperitivo. E spero che non venga anche il vecchio delle "belle email", ma in ogni caso, ho invitato una coppia di amici.
Ed ho pure incontrato la mia anima gemella. Nel senso letterale del termine.
Non credo di poter chiedere altro in questo momento. E' l'attività che mi fa stare bene. Sapere che lavoro, sapere qualcosa, avere qualche certezza, avere boh!?
... che per quanto andassi in barca (ultima lezione saltata causa maltempo), per quanto leggessi, per quanto mi dedicassi alle attività da pc, per quanto mangiassi e bevessi, per quanto insomma facessi tante cose, non mi basta. Non è questo che voglio e che cerco. In realtà vorrei vivere e lavorare viaggiando e facendo tante cose. Non riesco a lavorare in modo monotono in ufficio. In realtà vorrei riuscire a non pensare più. Perchè la mattina comincio a svegliarmi irrequieta e nervosa senza un motivo apparente. Ed è arrivato il momento che ho deciso per un viaggio estremo. Che non è poi così tanto estremo. Quando dentro senti tanto terremoto, quando dentro senti che sei legata "e basta" senza motivo (a qualcuno o qualcosa), quando dentro boh si sente qualcosa che... ti sembra di non agire, di non vivere, di non, quando dentro soffri ancora. Allora non hai più paura del rischio che porterebbe un "viaggio lontano". Perchè a volte preferiresti morire piuttosto che vivere di merda. Rischiare, vivere nuove cose, ti renderebbe più vivo. Chissà quante volte ho ripetuto le stesse cose. Penso che ora è L'UNICA cosa che mi da un po' di ossigeno, l'unica cosa che mi rende un po' contenta e serena. Vorrei non tornare più in questo buco. Ovviamente non si tratterebbe di "vacanza" che io non riesco a star ferma senza far nulla... ed io, non ne faccio vacanze (se proprio voglio staccare e sarei capace di restare senza far niente, quella è Roma). Un'idea c'è.
Sto continuando a leggere a sprizzi e sprazzi due libri: Orlando di Virginia Woolf e L'infinito viaggiare di Claudio Magris.